Uso sostenibile dei Prodotti Fitosanitari

I trattamenti antiparassitari alle colture arboree ed erbacee rappresentano uno dei momenti più delicati dell’intero processo produttivo agricolo e tuttavia, allo stato attuale, sono ancora tra i meno efficienti. I trattamenti fitosanitari comportano perdite - di prodotto a terra e per deriva al di fuori dell’appezzamento - che possono risultare anche dell’ordine del 60%.
I problemi che i trattamenti fitosanitari alle colture erbacee ed arboree presentano - in termini di pericolosità ambientale/umana e di scarsa efficacia in senso lato - sono da imputare a diversi fattori: la notevole obsolescenza tecnica di molte macchine, oggi ancora tecnologicamente arretrate, caratterizzate da evidenti carenze funzionali e spesso non correttamente regolate; ancor più evidente è la carente manutenzione delle macchine stesse, la cui cura e mantenimento tendono ad essere trascurate nel tempo con effetti deleteri su tutto il sistema-ambiente; la scarsa conoscenza, da parte dei consumatori e di parte degli stessi operatori, delle complesse problematiche legate alla protezione delle colture e dei molteplici aspetti tecnico-normativi relativi al processo di valutazione e autorizzazione all'uso dei prodotti fitosanitari. Tale scarsa conoscenza genera comprensibilmente diffidenza e preoccupazione nei confronti dei prodotti.

La sensibilità della Comunità Europea su questa tematica si è concretizzata nell’emanazione della Direttiva 128/2009/CE che istituisce un “Quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei fitofarmaci” che si pone come principali obiettivi:

- minimizzare rischi e pericoli alla salute e all’ambiente derivanti dall’uso dei prodotti fitosanitari;

- migliorare i controlli sull’uso e la distribuzione degli agrofarmaci;

- ridurre i livelli delle sostanze attive nocive anche attraverso la sostituzione di quelle piu pericolose con altre più
  sicure, anche di natura non chimica;

- promuovere coltivazioni con apporto ridotto o nullo di agrofarmaci;

- sensibilizzazione degli utilizzatori promuovendo l’uso di codici di buone pratiche agronomiche e facendo conoscere
  la possibilità di ricorrere a strumenti finanziari;

- mettere a punto un sistema trasparente di relazioni e monitoraggio dei progressi realizzati nel conseguimento degli 
  obiettivi della strategia, compresa l’elaborazione di indicatori adeguati.